Le voci circolanti in città circa l’interessamento dell’imprenditore campano Arturo Di Mascio ad acquisire l’intero pacchetto azionario dell’Effeccì Catanzaro, o parte di esso, se non infondate, quasi. In realtà si è trattato di un semplice sondaggio, più intrigante che altro, considerato che l’ex patron di Casertana e Messina è impegnato anche in politica. Punto e daccapo quindi, anche se l’amministratore unico Santaguida e soci sperano sempre in qualcuno che possa dare una mano alla società “giallorossa”. In realtà esistono ancora i tempi tecnici per evitare di portare i libri in tribunale. Infatti solo il 17 gennaio p.v. scade il termine ultimo per la “ricapitalizzazione”, ovvero per ripianare le perdite di esercizio. Se non si dovesse trovare una soluzione, il giorno successivo la società sarà affidata ad un curatore fallimentare, che, dopo avere esaminato alcuni atti, consegnerà solo allora i libri in tribunale. Diciamo quindi che, nonostante lo scioglimento formale della società (dovuto alla mancata “ricapitalizzazione” dei soci azionisti), esiste ancora un breve lasso di tempo per salvare il salvabile, ovvero per cercare di concretizzare qualche promessa fatta da alcuni imprenditori, anche locali, di correre al capezzale del Catanzaro, nel tentativo di scongiurare un secondo fallimento, per non parlare della possibilità, al di là poi di quelli che saranno i risultati, di portare a termine il campionato in corso, senza l’incubo del ritiro anticipato della squadra dalla competizione. Squadra. La procedura della “messa in mora” della società da parte di quasi tutti i componenti la rosa prosegue nel suo iter burocratico. Per gli sviluppi bisognerà comunque attendere i venti giorni previsti dalle norme federali, durante i quali la società potrà sempre provvedere al pagamento degli emolumenti ai tesserati, emolumenti che si riferiscono al trimestre luglio/settembre c.a., oltre ai mesi di maggio e giugno, questi ultimi limitatamente ai calciatori in forza la passata stagione agonistica. Intanto la società, sin dalla settimana scorsa, proprio per far fronte a detti pagamenti (almeno in parte), ha avanzato formale richiesta alla Lega Pro per ottenere lo svincolo della fideiussione depositata all’inizio della passata stagione (100 mila euro), oltre alla corresponsione della somma di 46 mila euro a titolo di contributo dovuto da parte della stessa Lega, per l’impiego degli “under” schierati nelle gare di campionato disputate in questa prima parte di campionato. La complessiva somma di 146 mila euro (non ancora comunque deliberata dalla Lega stessa) servirà a coprire solo parzialmente parte degli emolumenti dovuti dalla società di Via Barlaam da Seminara ai tesserati. Ciò in quanto l’importo dovuto è di gran lunga superiore. Intanto, per fare fronte a qualche piccola spesa in occasione del Natale, Santaguida e soci si sarebbero tassati per consegnare ai giocatori, almeno quelli rimasti in città o in zona, alcune centinaia di euro a testa. In ogni caso gli stessi calciatori attendono dalla società, nei prossimi giorni, la corresponsione degli stipendi arretrati. È chiaro, a questo punto, che resta il dubbio sulla presenza o meno al “Ceravolo” degli stessi giocatori il prossimo lunedì 27, giorno in cui Benincasa e compagni dovranno rispondere all’appello del tecnico Tonino Aloi per la ripresa della preparazione. Un interrogativo al quale nessuno può dare una risposta, anche se, come sottolineato dallo stesso Aloi, i giocatori, avendo messo in mora la società, sino alla scadenza dei termini, avrebbero il dovere di non disertare gli allenamenti. Certo è che, una volta scaduti i venti giorni a disposizione della società per provvedere al pagamento degli stipendi arretrati, i giocatori potranno proseguire nel loro intendimento, presentando istanza al Collegio Arbitrale per chiedere la declaratoria di risoluzione del rapporto contrattuale. Ottenuto il relativo svincolo, gli stessi avranno la possibilità di accasarsi presso altre società. |
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